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D.M. 18/09/2001 n. 468- Perimetrazione. Il polo chimico di Rodano Pioltello è ubicato ad est di Milano, su un'area complessiva di ca. 700.000 mq, limitata a nord dalla linea ferroviaria Torino- Venezia, a sud dalla s.p.. Rivoltana, ad est dalla tenuta agricola Trenzanesio ad ovest dal centro abitato di Limito di Pioltello. Il sito, comprendente quattro società produttive diverse, si presenta come un agglomerato industriale omogeneo all'interno di un perimetro definito. All'interno del perimetro sono presenti: 1. Società SISAS S.p.a. (SISAS group). Si estende per oltre 300.000 mq; l'attività è classificata come "Industria a rischio di incidente rilevante"; la società opera dal 1947 con diverse linee produttive, gli impianti principali sono: impianti acido isoftalico e acetati; impianti diacetonalcool, nonifenolo, idrogenati, metilisobutilchetone, isoforone (reparto solventi); ; impianto idrogeno. 2. Società Carlo Erba Antibioticos. Si estende per ca. 360.000 mq; l'attività è classificata come "Industria a rischio di incidente rilevante", lo stabilimento di Rodano opera dal 1959 nella produzione di: materie prime per l'industria farmaceutica; prodotti chimici reagenti per uso scientifico e industriale. le produzioni più significative in campo farmaceutico si hanno nei seguenti campi: antibiotici, antitumorali, antidiabetici, cardiovascolari, chemioterapici, intermedi vari. Per quanto riguarda la produzione di reagenti, vengono prodotti circa 2500 sostanze di uso analistico e scientifico, sono presenti impianti per solventi, sali ed acidi. 3. Società Air Liquid. Si estende per oltre 50.000 mq; l'attività è classificata come "Industria a rischio di incidente rilevante", l'attuale proprietà ha rilevato lo stabilimento di Pioltello nel 1975 e da allora si è sviluppata l'attività attraverso il potenziamento degli impianti per la produzione di gas tecnici e la loro distribuzione attraverso la costruzione di oltre 500 km di ossigenodotto nel nord Italia. I processi produttivi principali riguardano: frazionamento dell'aria atmosferica; compressione dell'ossigeno gassoso; liquefazione di ossigeno ed azoto; stoccaggio di ossigeno, azoto e argon allo stato liquido; impianto di raffreddamento acqua in torri evaporative a circuito semiaperto. 4. Società CGT. Si estende per ca. 10.000 mq, è stata costituita nel 1956 con la finalità di recuperare l'esubero di gas acetilene proveniente da SISAS, dal 1983 la società si è dotata di impianti autonomi di generazione di gas che utilizzano la reazione del carburo di calcio con acqua, ottenendo: acetilene, utilizzato prevalentemente per la saldatura ed il taglio ossiacetilenico dei metalli; l'idrato di calcio, quale correttore del pH degli impianti di depurazione delle acque di scarico. Già da alcuni anni è attivo un sistema di monitoraggio delle acque sotterranee, attivato con la collaborazione delle società del polo chimico; i risultati del monitoraggio hanno evidenziato una contaminazione della falda riconducibile alle lavorazioni Antibioticos (MMtTD prodotto intermedio per la produzione di antibiotici) che si è estesa per molti chilometri a valle dell'insediamento, probabilmente in relazione alla diffusione nei corsi d'acqua superficiali. Le attività per il monitoraggio e la bonifica della falda sono ancora in corso. Per quanto riguarda la SISAS sono state rilevate negli anni anomalie riferibili ad alcuni ftalati presenti negli scarichi ed all'interno della discarica "C". Le discariche SISAS "A" e "B", sono caratterizzate prevalentemente dalla presenza di nerofumo, scarto della lavorazione dell'acetilene (dagli anni 80 questa produzione è stata abbandonata). Altri parametri hanno evidenziato temporanei scostamenti dai valori di fondo (IPA e Fenoli) e sono oggetto di monitoraggio. Vista la gamma di sostanze presenti nei cicli produttivi sono ancora ampi i margini di incertezza sulla presenza di sostanze potenzialmente inquinanti nelle acque di scarico e di conseguenza nella falda e nel sistema irriguo. - Principali caratteristiche ambientali. Il territorio che ospita il polo chimico di Pioltello Rodano è caratterizzato idrogeologicamente da una elevata vulnerabilità della falda freatica, connessa in particolare al limitato valore di soggiacenza media durante l'anno che si aggira intorno ai - 5 m dal piano campagna. Altro elemento di vulnerabilità del sistema delle acque, è determinato dalla interconnessione delle acque sotterranee con il sistema idrico superficiale. Infatti l'intero insediamento si trova all'interno della fascia dei fontanili (emergenze naturali delle acque sotterranee), anche se questi, allo stato attuale non sono più attivi a causa dell'elevato grado di sfruttamento delle acque sotterranee da parte degli insediamenti industriali. Per contro la notevole "potenzialità" (trasmissivita) della falda garantisce un considerevole effetto di diluizione rispetto ai contaminanti dispersi sul suolo e l'elevato prelievo delle acque di falda determina indirettamente un effetto barriera rispetto ai contaminanti dispersi in falda. Inoltre, solo l'elevatissimo emungimento di acque sotterranee (oltre 10 milioni di mc/anno) garantisce la base delle discariche e gli eventuali terreni contaminati dall'entrare in diretto contatto con le acque di falda nei periodi di minima soggiacenza della stessa. - Costi di messa in sicurezza e bonifica. . Il costo della bonifica Sisas, già approvata, si attesta sui 7 miliardi (è stata depositata una fideiussione di 4 MLD) . - Piano di caratterizzazione. Per quanto riguarda la situazione di contaminazione da MMTtD nelle acque di falda e nello scarico Antibioticos, attraverso un gruppo di lavoro appositamente istituito, sono state effettuate campagne di monitoraggio piezometrico ed idrochimico, sono stati inoltre effettuati carotaggi sui terreni sottostanti la zona di scarico delle acque di processo; ulteriori azioni sono state svolte in collaborazione con il Consorzio di erogazione dell'acqua per la sicurezza degli approvvigionamenti idropotabili localizzati a valle della zona dello scarico stesso, sono stati inoltre mappati i terreni irrigati dalle acque provenienti dallo scarico suddetto. - Progetto di messa in sicurezza e bonifica. Gli interventi già individuati o in atto riguardano la bonifica di discariche della società Sisas contenenti scarti di lavorazione accumulati nei decenni passati. Sono inoltre in atto monitoraggio e sistemi di messa in sicurezza per la falda superficiale coinvolta da fenomeni di contaminazione da sostanze diverse. Sono prevedibili azioni di bonifica dei terreni coinvolti dai processi produttivi e dagli stoccaggi di sostanze primarie e di scarto. Un altro ambito di intervento riguarda il sistema delle acque superficiali nel quale confluiscono gli scarichi industriali, ed il loro rapporto con le colture agricole a valle. Attraverso un lungo percorso legale ed amministrativo si è giunti alla presentazione di un progetto di bonifica con misure di sicurezza della discarica "C" SISAS, che è stato approvato dalla regione Lombardia nel dicembre 1999. Attualmente la società SISAS si trova in uno stato di amministrazione controllata. Prima di tale crisi societaria, si sono svolti i lavori di preparazione del cantiere e per l'ubicazione, interna al perimetro della ditta, della nuova discarica controllata; tuttavia gli interventi di bonifica vera e propria non sono ancora iniziati proprio in relazione allo stato di crisi industriale intervenuta nel secondo semestre del 2000. Per il controllo delle attività di bonifica relativa a SISAS è stato istituito un gruppo di "Alta sorveglianza" coordinato dalla regione Lombardia, a cui partecipano tutti gli enti di controllo; all'interno di questo gruppo sono confluite anche le attività del gruppo per il monitoraggio idrochimico precedentemente coordinato dalla provincia di Milano. Il gruppo di Alta sorveglianza riunito nelle ultime settimane ha cominciato ad affrontare i problemi connessi all'eventuale chiusura definitiva degli impianti SISAS, con particolare attenzione alla risalita della falda conseguente all'eventuale interruzione parziale o totale degli emungimenti da falda. Allegato E Ulteriori interventi di interesse nazionale Regione Denominazione sito Abruzzo Fiumi Saline e Alento Basilicata Tito Calabria Crotone – Cassano - Cerchiara Emilia Romagna Sassuolo – Scandiano Emilia Romagna Fidenza Friuli-Venezia Giulia Trieste Friuli-Venezia Giulia Laguna di Grado e Marano Lazio Frosinone Liguria Cogoleto - Stoppani Lombardia Cerro al Lambro Lombardia Milano - Bovisa Marche Basso bacino del fiume Chienti Molise Campobasso – Guglionesi Piemonte Basse di Stura (Torino) Puglia Bari - Fibronit Sardegna Sulcis - Iglesiente – Guspinese Sicilia Biancavilla Toscana Livorno Umbria Terni – Papigno Valle D'Aosta Emarese Veneto Mardimago Ceregnano (Rovigo) Provincia autonoma di Bolzano Bolzano Provincia autonoma di Trento Trento nord Ulteriori interventi di interesse nazionale schede descrittive Abruzzo Comune - Località. Montesilvano, Cappelle sul Tavo, Collecorvino, Francavilla al Mare, Ripa Teatina, Torrevecchia Teatina (Provincie di Pescara e Chieti). - Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale dei fiumi Saline e Alento. - Perimetrazione: L'intervento riguarda la bonifica e ripristino ambientale degli alvei dei due corsi d'acqua, Saline (circa 12 km) e Alento (circa 8 km). I fiumi Saline e Alento scorrono quasi parallelamente al fiume Pescara, rispettivamente a nord e a sud di esso. Le tre foci sono comprese in una fascia litoranea di circa 15 km e interessano un tratto di costa tra i più urbanizzati e ad alta vocazione turistica della Regione (circa 250.000 abitanti residenti, ai quali debbono essere aggiunte oltre un milione di presenze turistiche annuali). La superficie interessata può essere stimata in circa 12 ettari, il volume dei rifiuti da rimuovere in circa 250.000 m3 ed il volume di suolo interessato da contaminazione derivante dalla presenza dei rifiuti (fanghi, liquidi, percolati), e quindi da bonificare, in circa 50.000 m3. Le sostanze e i materiali presenti lungo i due alvei possono essere ricondotti a: rifiuti ingombranti; fanghi di depurazione civile e/o industriale; rifiuti liquidi (oleosi, solventi, vernici, etc.); scarti di produzione artigianale ed industriale di varia natura (speciali e pericolosi); percolato della discarica di RSU dismessa di Montesilvano, situata a pochi metri dall'alveo del fiume Saline. - Principali caratteristiche ambientali. I terreni delle aree interessate dall'inquinamento sono prevalentemente alluvionali, costituiti da ghiaie e sabbie e, subordinatamente, da limi e argille. La natura litologica del sito comporta un elevato rischio della falda freatica. Dal punto di vista paesaggistico, i due fiumi costituiscono due ecosistemi fluviali particolarmente interessanti e rappresentativi del paesaggio costiero abruzzese in quanto caratterizzati da antropizzazione quasi assente, senza la presenza di attività umane di tipo produttivo e per lo più integri, ove naturalmente si prescinda dalla grande massa di rifiuti abbandonati lungo le sponde. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Il costo degli interventi di bonifica è stato stimato pari a 25 miliardi di lire, dei quali il 15% è previsto a carico della regione. Era stato concesso un finanziamento per la rinaturalizzazione del tratto terminale del fiume Saline (Scheda 5 del P.T.T.A. 1994/1996 pari a 1,9 miliardi di lire) che è stato revocato per mancata avvio degli interventi. È stato anche concesso un finanziamento per i primi urgenti, ma parziali, interventi di messa in sicurezza della discarica per RSU dismessa deI comune di Montesilvano (Scheda P2C deI P.T.T.A. 1994/1996 per 300 milioni di lire). I costi degli interventi più urgenti sono stati stimati pari a circa 15 miliardi di lire. - Piano di caratterizzazione. Da elaborare. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Gli interventi previsti consistono essenzialmente in: messa in sicurezza della discarica di Montesilvano (S = 5-6 ettari, V = 300.000 m3 di rifiuti) mediante realizzazione di diaframma plastico perimetrale al fine di isolare la stessa dal fiume Saline e copertura superficiale; rimozione e smaltimento in discarica dedicata (presumibilmente di tipo 2 B) dei materiali abbandonati lungo l'alveo dei due fiumi stimati in 250.000 m3; asportazione e sostituzione di circa 50.000 m3 di suolo spondale, nel caso in cui non sia possibile una bonifica in sito; realizzazione della discarica dedicata di volumetria massima pari a circa 300.000 m3. Comune - Località. Tito (Potenza).
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